
Il registro dei controlli raccoglie la storia tecnica di una scaffalatura, dall’installazione alle ispezioni fino agli interventi di ripristino, e costituisce l’evidenza documentale con cui l’azienda dimostra di mantenere l’impianto sotto controllo. L’articolo ricostruisce il quadro definito dalla UNI EN 15635 — nomina del PRSES, cadenze di ispezione, classificazione dei danni — chiarisce l’attribuzione delle responsabilità prevista dal D.Lgs. 81/2008, elenca i contenuti di un registro completo e analizza perché la sua utilità dipenda dalla continuità dell’aggiornamento.
Dal punto di vista gestionale una scaffalatura non è una struttura statica. Nel corso della vita utile viene montata, collaudata, caricata secondo uno schema di portate definito, colpita dai mezzi di movimentazione, riparata e talvolta riconfigurata per adattarsi a nuove esigenze di stoccaggio. Ognuno di questi eventi modifica la condizione dell’impianto rispetto al progetto originario.
Il registro dei controlli tiene insieme questa sequenza e assolve, per la scaffalatura, alla stessa funzione che il libretto assolve per altre attrezzature di lavoro: consente di ricostruire in qualsiasi momento come l’impianto è stato realizzato, in quali condizioni si trova, quali anomalie sono state rilevate e quali interventi eseguiti.
La distinzione rispetto a un adempimento formale è sostanziale. Il registro non attesta la compilazione di un documento, ma l’esistenza di un processo di controllo strutturato e continuo. È per questa ragione che, insieme al documento di valutazione dei rischi e al cartello di portata, figura tra i primi elementi richiesti nel corso di una verifica ispettiva e nelle istruttorie successive a un cedimento o a un infortunio: un controllo eseguito ma non documentato non è ricostruibile a posteriori e, sul piano probatorio, non è distinguibile da un controllo mai svolto.
La norma di riferimento per l’uso e la manutenzione delle attrezzature di immagazzinaggio è la UNI EN 15635: norma tecnica volontaria, priva di valore cogente ma riconosciuta come buona prassi e adottata come riferimento condiviso da fornitori, ispettori e organi di controllo. Definisce quattro elementi, dei quali il registro è il punto di convergenza.
Nomina di una figura responsabile. La norma prevede l’individuazione del PRSES (Person Responsible for Storage Equipment Safety), designato dal datore di lavoro come riferimento unico per la sicurezza del sistema di stoccaggio. Le sue competenze comprendono:
Nelle imprese di dimensione contenuta la stessa persona può ricoprire più ruoli, purché ne possieda le competenze: la verifica resta in capo al datore di lavoro e va documentata.
Il controllo è articolato su tre livelli di frequenza e competenza crescenti:
A queste si aggiungono l’ispezione a fine montaggio, condotta dall’installatore con l’ispettore designato dall’azienda, e l’ispezione straordinaria dopo eventi che possano aver compromesso l’integrità della struttura.
La visita ispettiva annuale è il momento in cui il registro viene alimentato in modo sistematico. Il tecnico rileva campata per campata lo stato di montanti, correnti, diagonali, piastre di base e ancoraggi, verifica la corrispondenza tra carichi effettivamente stoccati e portate dichiarate sul cartello, controlla verticalità e allineamenti rispetto alle tolleranze ammesse e attribuisce a ciascuna anomalia il livello di rischio. L’esito confluisce nel rapporto di ispezione, che costituisce la registrazione principale dell’anno e il riferimento rispetto al quale verranno lette le rilevazioni successive.
A ogni rilievo la norma associa una valutazione e un’azione conseguente:
Registrazione e conservazione degli esiti. Gli esiti di ogni ispezione vanno riportati per iscritto, conservati e resi disponibili. È l’elemento che trasforma i tre precedenti da attività separate a sistema di gestione, ed è la funzione stessa del registro.
La scaffalatura è un’attrezzatura di lavoro. Il D.Lgs. 81/2008, con l’articolo 71, pone in capo al datore di lavoro dell’azienda utilizzatrice — non al fornitore, non all’installatore, non al progettista — l’obbligo di garantirne la manutenzione e di sottoporla a controlli periodici da parte di persone competenti. Il fornitore risponde della conformità di quanto progettato e consegnato; il ciclo di vita successivo è responsabilità di chi utilizza l’impianto.
Ne deriva una conseguenza operativa spesso sottovalutata: affidare l’ispezione a un tecnico esterno non trasferisce la responsabilità. L’incarico a un professionista o al service del fornitore assolve alla necessità di far eseguire il controllo da personale competente, ma lascia all’azienda due obblighi ulteriori:
Un rapporto che segnali componenti in classe gialla e resti in archivio senza generare un ordine di intervento, un termine e una verifica di chiusura documenta la conoscenza del rischio senza documentarne la gestione. Il registro aggiornato chiude questo ciclo e consente di dimostrare la diligenza dell’organizzazione.
Un registro efficace non è una raccolta cronologica di verbali, ma una struttura informativa organizzata per aree.
Un registro fermo a due anni prima ha utilità limitata: documenta l’esistenza di un sistema di controllo e, contestualmente, la sua interruzione. Aggiornato con continuità, produce invece informazioni che nessun’altra fonte disponibile in magazzino genera.
La tenuta del registro non richiede investimenti rilevanti né competenze specialistiche rare: richiede una figura responsabile individuata, una cadenza di ispezione definita, una classificazione dei rilievi e la tracciatura di ogni decisione conseguente. È un requisito organizzativo prima che tecnico, e proprio per questo tende a essere sottostimato. Il degrado di una scaffalatura è lento, distribuito e quasi sempre indotto da fattori esterni alla struttura: resta poco visibile fino al momento in cui produce conseguenze. L’evoluzione in corso va nella direzione di rendere questa storia leggibile in continuo anziché per rilevazioni annuali — codici identificativi applicati alle campate, acquisizione dei rilievi da dispositivi mobili, notifiche automatiche sulle scadenze di chiusura, sensoristica di impatto sui montanti più esposti. Nella misura in cui il registro passerà da documento a flusso di dati strutturato, la manutenzione delle scaffalature potrà assumere un carattere progressivamente predittivo, come già avviene in altri ambiti della manutenzione industriale.
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